Del blog, di me e di questo silenzio

Scritto il 15 febbraio 2015 | 110 Commenti

C’è stata calma piatta ultimamente qui sul blog e come già alcuni mi fanno notare, sarebbe bello se tornassi ad aggiornare questo spazio con maggiore frequenza. È da un po’ che mi chiedo il perché non lo faccia, il perché io abbia il famoso “blocco dello scrittore”, il perché non torni semplicemente a postare. Prima di farlo ho bisogno di riordinare un po’ le idee e i pensieri, un po’ come ho fatto nella mia vita per capire chi sono e cosa voglio, ma soprattutto cosa non voglio. Quindi questo forse diventerà un post un po’ sconclusionato, ma sono riflessioni che sento il bisogno di fare per sbloccarmi e per ritrovare quella naturalezza e passione con cui è iniziato questo blog. Molti forse non riusciranno a seguire del tutto, tante cose succedono “dietro le quinte”, sui social network o sono semplicemente percepibili agli “addetti ai lavori” di questo grande mondo dei blog, ma non ai lettori che consultano il blog come fonte di ispirazione.
Sono nata come foodblogger ormai 8 o 9 anni fa e da allora di cambiamenti ce ne stati tanti, in rete in generale e tra i blog e foodblog nello specifico. Di blog che ne sono sempre di più, sono sempre più belli, sempre più professionali. Ecco, forse la professionalizzazione è il cambiamento più grande che ci sia stato. Sono nate le collaborazioni, le sponsorizzazioni, i blogger sono “influencer”, approdano in TV, scrivono libri, diventano testimonial, ricevono inviti a destra e a manca. Io ormai ricevo più e-mail di richieste di collaborazione tramite il blog che non per il mio lavoro vero e proprio – impossibile starci dietro. E allora nel corso degli anni ci si chiede in che direzione andare visto che è sicuramente allettante la possibilità di poter fare del blog una fonte di guadagno. È sicuramente una gran bella cosa e io ammiro tutti quelli che sono riusciti a farne un vero e proprio lavoro, che lo fanno con passione e dedizione. Ma come in tutti gli ambienti,  quando si è in tanti e c’è anche un business di mezzo, la concorrenza si inizia a sentire, i toni si fanno più duri e aggressivi, o comunque pungenti. E di cibo si parla sempre di più. Il cibo è ovunque. Basta parlare di cibo e attiri l’attenzione. Ormai si riesce a far notizia con uno spicchio d’aglio nell’amatriciana. E si riesce a scannarsi per lo stesso motivo. Oggi devi scrivere per il SEO, se i tuoi testi non contengono determinate parole non schizzano in alto nelle classifiche. Tutto deve essere etico, vegan, bio, senza burro, senza glutine, senza farina 00, senza grassi, senza quinoa che prima andava tanto di moda invece adesso no, senza zucchero perché è veleno. E guai ad usare il formaggio con la P e la crema di nocciole con la N, sia mai. E se nel corso degli anni fai un tuo percorso, scegli un tipo di alimentazione diverso, scegli di fare pubblicità o semplicemente cambi idea su qualsiasi cosa, stai sicuro che c’è qualcuno che ti farà notare la tua mancanza di coerenza. E se collabori per le aziende brutte e cattive, sei brutto e cattivo anche tu. Ecco, questo è un mondo che non sento più mio.
Sono la prima a favore di un’alimentazione sana e consapevole e molti blog fanno un lavoro di educazione alimentare eccellente, come è giusto che sia. Ma andare a guardare (e sputare) sempre nei piatti degli altri, questo non mi piace. Il solo fatto di avere uno spazio online a disposizione – che sia un blog, la bacheca di FB, la possibilità di commentare in rete – non vuol mica dire che si possa riempirlo di acidità, frecciatine, a volte addirittura insulti. Per quanto io ami la rete, questo è un risvolto negativo che non riuscirò mai a capire e accettare. Il rispetto per il prossimo sempre e comunque. È l’unico punto in cui posso dire di essere davvero coerente. Dove è rimasto il vivi e lascia vivere?
Tutto questo perché lo dico? Non certo per dare la colpa ad altri del fatto che io non riesca più a seguire il mio blog con lo stesso entusiasmo di un tempo. Ho cercato di capire da cosa dipende e le conclusioni sono queste: è stato sempre un mio problema voler cercare di accontentare tutti, voler essere perfetta in quello che faccio, non sbagliare, non deludere gli altri, essere coerente. E come spesso nella vita ho dimenticato le mie personalissime esigenze solo per risultare perfetta agli occhi degli altri, ho davvero dimenticato cosa significhi per me il mio blog. Sono fatta così: quando intorno a me c’è caciara, io preferisco starmene in silenzio.
Ora però, visto che questo blogghino ha anche un diritto di esistere, sto qui a chiedermi cosa voglio e cosa non voglio (starete pensando “questa è fuori”, ma ho deciso di fregarmene cosa pensano gli altri ;-)). E io per me ed il mio blog ho bisogno di un “rewind”, un “back to the roots”, voglio tornare a postare pillole della mia vita, del mio modo di vedere il mondo attraverso l’obiettivo con la stessa naturalezza di prima. Senza mettermi sotto pressione chiedendomi se anche una sola foto di un fiore possa interessare qualcuno, se le ricette che propongo siano originali e conformi a tutti i crismi salutistici o modaioli. Desidero tornare a postare quello che piace a me. Cose belle, che non devono per forza essere legate al cibo. Vorrei che il blog tornasse ad essere il mio hobby, spontaneo e genuino, senza autoimposizioni di qualunque genere, ma avere anche la libertà di cambiare idea lungo il percorso, di riempirmi il blog di banner pubblicitari se lo voglio fare, di non farlo se non lo ritengo necessario. Insomma, voglio sentirmi di nuovo a casa. Voi forse non vi sarete accorti di nulla, ma io non mi sentivo più a mio agio. Devo tornare a piacere a me stessa e a nessun altro.
E ora posso continuare.

Commenti

110 Responses to “Del blog, di me e di questo silenzio”
  1. Andrea scrive:

    Liebe Alex, ich verstehe jedes Wort, das Du schreibst – und für mich ist die Sache ganz einfach:
    Wer Deinen Blog nicht lesen will, der soll es eben lassen!
    Niemand wird gezwungen, Deinem Blog zu folgen und Kommentare, die Dich verletzen oder ärgern sagen mehr über denjenigen, der sie schreibt, als über Dich aus.
    Für mich ist Dein Blog einer der schönsten und lesenswertesten überhaupt.
    Ich würde mich riesig freuen, wieder mehr von Dir zu sehen und zu lesen.
    In diesem Sinne – weiter so!
    Andrea

  2. Liebe Alex,

    sehr, sehr gut geschrieben und perfekt auf den Punkt gebracht! Vielen Dank für diese Zeilen, ich bin da ganz bei Dir!

    Deine Rezepte sind toll, die kleinen Geschichten lesenswert und die wundervollen Fotos komplettieren diesen besonders schönen Blog. Und wie meine Großmama immer zu sagen pflegte: “Jedem Menschen Recht getan, ist eine Kunst, die niemand kann!”

    Forza Alex, mach weiter so!

    Claudia

  3. Lola Cambola scrive:

    Einfach Danke für die ehrlichen Worte :-)

  4. Edita scrive:

    Bitte nur nicht aufhören, es ist ganz toll hier :)

  5. Wolli scrive:

    Eigentlich stöbere ich schon lange nicht mehr in Blogs oder blogge gar selbst und zwar aus genau den Gründen, die Du aufgeführt hast. Super auf den Punkt gebracht!

    Bin hier gelandet über P*nterest, da ich ein schnelles Rezept für ein kleines Leckerchen zwischendurch gesucht habe. Und ganz gegen meine Gewohnheit hängen geblieben, gelesen, bestaunt, mir ein paar Rezepte ausgedruckt und sogar gerne bereit, einen Kommentar zu verfassen ;-)

    Liebevoll geschrieben, schön in Szene gesetzt mit den Fotos, herrlich unaufdringlich; ich fühle mich inspiriert und motiviert, sofort ein Rezept von Dir auszuprobieren! Ich als Koch- und Blogmuffel!
    Also Lob volle Breitseite und bitte weiter so!

    LG von Einer, die jetzt sofort in die Küche rennt…

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