Eingelegte Matjes nach Art meiner Mutter

Geschrieben am 11 Januar 2012 | 30 Kommentare

Von einem Rezept meiner italienischen Familie kommen wir nun zum Steckenpferd meiner Mutter: Matjes in Joghurt-Sahne-Soße. Eins vorweg: Ich hasse Matjes. Mich schüttelt es nur bei dem Gedanken. Aber unsere römischen Freunde sind verrückt danach und bitten immer meine Mutter, Matjes zu den gemeinsamen Essen mitzubringen. So gab es an Silverster bei uns Matjes (ich bin anderweitig satt geworden!). Ein anderes Gericht, was bei meiner Mutter groß gefragt ist (von den selben Freunden) sind Kartoffelpuffer. So daß irgendwie die Kombination Matjes+Puffer entstanden ist und sie mittlerweile glauben, daß es ein gängiges Gericht in Deutschland ist. Als ich davon meiner Freundin aus Hamburg erzählt habe, hat sie nur schallend gelacht :-)

Also habe ich bei der Zubereitung nur zugeschaut, fotografiert und mir das Rezept notiert. Fragt mich aber bitte nicht nach Geschmack oder Einzelheiten :-) Meine Mutter macht natürlich alles nach Gefühl und schmeckt die Soße zig mal ab, so daß ich nicht mehr genau nachvollziehen kann, wieviel Zucker und wieviel Essig genau reinmuss. Das kriegt Ihr schon hin :-)

Übrigens: Das Matjesbehältnis ist über 100 Jahre alt. Das hat mir meine Mutter ungefähr genauso oft gesagt, als ich es transportiert habe :-))

Zutaten für 12 Personen

  • 24 Matjesfilets
  • ca. 1 Liter Milch
  • 750 g Naturyoghurt (2,5%)
  • 250 ml Sahne
  • 1 Tasse Milch
  • 2-3 EL milder Weißweinessig
  • 1-2 TL Zucker
  • 1 grüner Apfel (Granny Smith)
  • 1 kleines Glas Gürkchen, abgetropft
  • getrockneter Dill und Schnittlauch
  • Salz und Pfeffer

Die Matjesfilets gründlich wässern, eine letzte Stunde (noch besser zugedeckt über Nacht) in Milch (oder Milch und Wasser) einlegen. Die Filets abtropfen und sehr gut trocken tupfen. Eventuell in nicht zu kleine Stücke schneiden.

Für die Marinade Joghurt, Sahne, Milch, Zucker, Essig, Salz und Pfeffer vermischen. Sie muss süß-sauer sein. Eventuell mit Zucker oder Essig abschmecken. Den Apfel schälen, entkernen und klein schneiden. Die Gürkchen ebenfalls klein schneiden. Gürkchen und Apfelstücke mit der Joghurtmarinade vermischen und alles mit Dill und Schnittlauch würzen. Die Matjes darin einlegen und einige Stunden vor dem Servieren kaltstellen.

Kommentare

30 Responses to “Eingelegte Matjes nach Art meiner Mutter”
  1. Quella del ’son meglio delle sue‘, mi ha fatta ribaltare :)
    Ma non ci se ne aveva dubbi! Bbbone le aringhen, buonerrime. L’azzurro..mbè, nemmeno mi ripeto.

  2. Alex sagt:

    *Reb, si vede che tengo quell’aringa a distanza e „guai se mi impuzzonisce le mani“???
    *Daniela, e allora sono felice anche io :-)

  3. Grazie del post Alex, tu sai perché e non aggiungo altro ;)

  4. Elvira sagt:

    E‘ davvero una meraviglia quel contenitore. Io sulle aringhe passo, ma una frittela di patate, visto che ti sono venute così bene….. :)

  5. maite sagt:

    va beh, viva le aringhe, via le mamme che fanno ad occhio, viva i contenitori di 100 anni, viva pure le frittelle di patate e viva Alex!

  6. anna sagt:

    e la lotta continua tra generazioni si sussegue senza pietà…
    Io, come i romani, assaggerei tutto volentieri… pesci e frittelle di patate.
    Come si fa a mettere a dieta una come me che vuole assaggiare tutto?
    accidenti…
    un abbraccio
    Anna

  7. francesca sagt:

    Le foto sono stupende ma….le arincghe con la panna cosi` non riesco davvero a mangiarle!
    Francesca

  8. jacopo sagt:

    SPETTACOLOOO !!!!!
    Adoro le aringhe (che sono, assieme al cavolfiore, uno degli ingredienti principali del Cappone di Galera di mio nonno Ottavio (marchigiano)).
    Va beh… la prossima volta, allora, andremo a cena con tua madre invece che con te, anzi… tra qualche giorno la contatto e la invito a cena a casa nostra: potrà portate qualunque contenitore, anche di plastica, basta che sia pieno di aringhe :-D

    P.s.: comunque si ritenga sfidata a duello familiare dopo che ha osato porsi su un piedistallo „friggitoraro“ superiore a quello della sua genitrice :-D

  9. Aiuolik sagt:

    Io invece le vorrei proprio assaggiare!!! E ti segnalo che, se ti va, siamo giusto alla Y di Yogurt…

    Baciiiiii

  10. Edda sagt:

    Alex sei un tesoro….questo post è adorabile malgrado il carattere forte del soggetto principale ;-)
    E danno molta voglia. Un abbraccio

  11. artemisia sagt:

    squitissime, lo so, ho una ricetta analoga che ha sempre fatto sballare tutti gli umani del sud cui l’ho propinata che nemmeno sapevano cosa stavano mangiando (e questo aiuta a tenere a freno le fisime); non parliamo poi del divino contenitore.

  12. si, era proprio il caso che tu ne facessi un altro di post!

  13. Saranno le tue foto piacevolissime, sarà che la ricetta è di una mamma (la tua, piacere signora..), sarà il contenitore centenario che ha un fascino anche solo per foto, e sarà che mi sembrano appetitosissime e che adoro il pesce e lo yogurt, ma sembro maleducata se ne desiderassi una su un pezzettino di pane tostato (vista l’ora salto le frittelline con le patate, ma solo fino a domani) ora ora!??! La inserisco nella to-do-list subito!!Grazie Alex, e grazie alla tua mamma =) Lys
    ps. usualmente quando si mangiano? antipasto? sul pane, fine pasto?? Grazie=)

    • Alex sagt:

      Mah, secondo me le puoi servire sia come antipasto (noi a Capodanno abbiamo fatto così), ma anche come piatto unico. Qui c’è chi le mangia a colazione (aaaaarghhhh). Come street food si trovano anche nel panino. Insomma, versatili (se piacciono :-))

  14. Giuliana sagt:

    io sono una di quelle a cui piacciono, la mia ricetta è leggermente diversa, perciò questa della tua mamma mi attira non poco….grazie per averla condivisa! Complimenti per il blog è davvero molto bello!

    ciao

    Giuli

  15. Neanche io sono una fan delle aringhe, ma queste fritelline, le foto e poi é una ricetta di famiglia:…mi piacciono molto! e poi scrivi sempre con il cuore!!

  16. lucy sagt:

    una ricetta che mi ha dato emozioni!penso non sia necessarioa ggiungere altro1

  17. Io adoro questi piatti…e da sei anni sono una ‚romana‘ d’adozione…sarà dovuta a questo la mia predilezione?Complimenti questa ricetta è veramente invitante, la terrò in considerazione; poi le foto sono spettacolari, mi piacerebbe tanto imparare anche questo!Laura

  18. saretta sagt:

    IO non vado matta per le aringhe ma..sarei curiosa di assaggiarle;)Con il rosti devono essere super.Beh, anch’io posterò delle ricette che non mangio, ma che eritano menzione ;)
    Bacione

  19. Mit soviel Milch kenne ich die „Matjesfische“ nicht und bei uns wird eher geräucherter Lachs mit Kartoffelpuffer kombiniert. Dennoch finde ich die Kombi irgendwie gut und beweisst mal wieder, dass einige Gerichte in Ländern entstehen, die mit dem Ursprung am Ende nichts zu tun haben. Wie Pasto Alfredo zum Beispiel oder Döner oder American Dressing usw. usf. Da kommt der Kreativität wahrscheinlich keine Tradition in den Weg.

    Eine schöne Geschichte und wie immer wunderschöne Fotos.
    Liebe Grüße
    Steffi

  20. magafornella sagt:

    Bellissime foto…ma le aringhe…ahhhhhhhhhhh!

  21. Schaaaade: ich hab das erwste Foto gesehn und mir gedacht: diese Fischform will ich haben. Und dann sagst du, dass die über 100 Jahre alt ist. Trotzdem werd ich mich jetzt in den Weiten des Internet auf die Suche nach etwas Ähnlichem machen :-) …

  22. il contenitore centenario. la figlia che frigge meglio. l’aringa che non ho mai assaggiato, ma la mano. la mano che sì, si vede che non vorrebbe quella cosa. dicono le mani, come le voci ;)

  23. Ero incinta della mia prima figlia e lavoravo nella filiale italiana di una società d’assicurazione tedesca. Sotto Natale una delle colleghe tedesche, di Amburgo, portò dei barattoli di aringhe marinate. Una prelibatezza, disse lei e ci invitò ad un aperitivo nella cucina dell’ufficio a base di quelle meraviglie in barattolo. Io, con la scusa che ero incinta, declinai l’invito… Mi hai fatto tornare indietro di 12 anni! Un abbraccio e buon anno!

  24. aboutgarden sagt:

    ciao Alex
    compimenti per il tuo bellissimo blog…oltre dalle Aringhe (io le adoro)…sono stata attirata anche dalal scatola in ceramica, ne ho una simile molto vecchia che tratto con tutti i riguardi, adoro portarla in tavola bella piena di bontà! Grazie x questa ricetta, la proverò senz’altro
    a presto
    simonetta

  25. Staximo sagt:

    Mi sa che non ho speranza di trovare facilmente le aringhe che servono per la ricetta di tua mamma. Ed è un peccato: sono anche io un po‘ spaventata da questo genere di preparazioni, ma la curiosità è tanta e l’aneto mi piace tantissimo! :)
    Buon 2012!
    Simona

  26. Micha sagt:

    Ich weiß nicht, was ich mehr mag: diese Terrine, deine Fotos oder das Rezept!

  27. letrecivette sagt:

    E la mamma aveva le sue ragioni per ripetersi!
    Splendido luogo come sempre il tuo blog cara alex!
    Buon Anno a te e a tutta la tua famiglia!
    Ciao Monica

  28. Giuliana sagt:

    Che buone, hanno un aspetto invitante! Bellissime anche le foto, complimenti! Ciao

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