Pomodori alla ghiotta – il mio cibo dei ricordi

Scritto il 8 maggio 2008 | 59 Commenti

Pomodori alla ghiotta

Da bambina passavo tutto luglio e agosto con mia nonna in Abruzzo, mentre i miei genitori restavano a Roma per lavorare e tornavano solo nei weekend. Ho tantissimi ricordi di quelle estati in cui giocavo tutto il giorno all’aria aperta con cuginette e amichette. Due mesi erano un lungo periodo, ma io non mi annoiavo mai, ogni giorno era diverso. Un giorno con mia cugina Clara a passare le ore nella vecchia Fiat Topolino di mia nonna a far finta di partire per viaggi lontani. Un altro giorno in giro con la bici (una volta sono caduta e mi sono spaccata “tuttu ju muccu”, come dicevano le zie). Gli altri giorni ancora a cogliere ciliege, more, sambuco, cicoria, prugnette. O a fare le conserve di pomodori. Oppure a fare il bagno in una vecchia botte di legno sull’aia. Il 26 agosto festeggiavo in grande stile il mio onomastico (il compleanno è a marzo e non si poteva festeggiare fuori) invitando sempre le stesse amichette e cuginette. Unico giorno in cui avevo il permesso di comprare la Fanta. Non credo di aver mai visto la televisione in quei mesi, stavamo sempre all’aria aperta, fino a sera tardi. E a volte eravamo talmente prese dai nostri giochi che non volevamo neanche rientrare per la cena. E allora mia nonna e mia zia ci facevano i pomodori alla ghiotta e ce li portavano fuori insieme ad un filone di pane. Clara ed io ci sdraiavamo praticamente a pancia in giù, divise solo dalla padella di pomodori. E lì facevamo la scarpetta fino a finire tutti i pomodori.
Con i baffi rossi di sugo e le mani tutte appiccicose si tornava a correre sull’aia e a giocare fino a tardi. Erano tempi in cui di sera si vedevano ancora le lucciole.
Mentre scrivo di questi ricordi vorrei tornare indietro nel tempo, riprovare per un’estate quella spensieratezza, gustare quei sapori. Riabbracciare i cari che non ci sono più. Questo piatto è quello che più evoca i miei ricordi di bambina. Per molti non sarà nulla di speciale, per me è il piatto più buono che ci sia.

Ingredienti per 2 cuginette:

  • 3 pomodori grossi e maturi
  • 3 spicchi d’aglio
  • una manciata di foglie di basilico
  • sale
  • olio d’oliva

Lavare i pomodori e tagliarli a fette grosse. Disporle nella padella e condire con l’aglio tritato, le foglie di basilico spezzettate, sale e olio. Coprire con il coperchio e far cuocere a fiamma bassa finché i pomodori non saranno “sfatti”. Servire nella padella e senza posate con un bel filone di pane. Non dimenticare di leccarsi le dita.

Con questa ricetta partecipo al meme sul cibo dei ricordi lanciato dalla Cuoca per caso, se non sbaglio. Scusate se sono così in ritardo con tutti i meme, a volte non ricordo neanche chi me li ha lanciati, ma pian pianino cercherò di farli tutti.

Abruzzo
Foto del paese dove passavo le estati
Pomodori alla ghiotta

Commenti

59 Responses to “Pomodori alla ghiotta – il mio cibo dei ricordi”
  1. NIGHTFAIRY scrive:

    Stuopendi, proprio i sapori che piacciono a me..mi riconosco nell’ultima foto della pucciata!ahah

  2. Sandra scrive:

    Tesorina!!! I ricordi sono racchiusi in noi come in uno scrigno… E ogni tanto è bello aprire il coperchio e sbirciarvi dentro..
    Un abbraccio cara amica, quasi finito il week end di cucina..stanca ma molto contenta..
    ;-*****

  3. twostella scrive:

    Ecco dopo pranzini e pranzetti degli ultimi due giorni questa sera viene proprio voglia di inzuppare il pane in questo tegame di pomodori ghiottissimi!
    Complimenti per il blog!!!

  4. Elisa scrive:

    Hai postato questa ricetta il giorno del mio compleanno e mi hai fatto un bellissimo regalo per cui ti ringrazio dal piu’ profondo del cuore. Sono ricordi che mi appartengono: pure le mie lunghe estati erano li’, dopo il solito mese di mare, pure io a giocare con amichetti e cugini, a sfracellarmi ginocchia e gomiti, cadendo dalla bicicletta (mi hai fatto morire con ju muccu), a pulire le pannocchie di mais (mazzocche :)), ad ammirar le stelle e a prendere le lucciole che per fortuna io vedo ancora (fine giugno/inizi di luglio).
    Questo piatto, nella sua semplicita`, quei ricordi li racchiude tutti.
    Grazie davvero!

    P.S. mia sorella, Alessandra, festeggia l’onomastico il 20 marzo, di agosto non sapevo ma, caso strano, e` il mese del suo compleanno :)

  5. Ely scrive:

    che bei ricordi… fortunatamente io e la ciurma completa riusciamo ad avere ancora due mesi d’estate così, Paolo fà l’insegnate e quindi dal primo luglio si parte per la nostra unica vacanza qui vicino in Valsassina e viviamo le emozioni e le esperinze con i nostri figli che descrivi tu… alla sera per farli rinetrare dobbiamo mettercela tutta e allora per fare alla svelta un buon latte caldo appena munto dalle mucche li vicino con biscotti fatti in casa e poi via ancora per l’ultima corsa nei prati….
    e hai ragione televisione cellulare e pc li non esistono e non ne sentiamo l’esigenza….
    la ricetta è semplice ma molto molto golosa ciao

  6. Lady Larri scrive:

    ho provato oggi questa ricetta..mamma mia che buona :)

    grazie

  7. De kokende mamma scrive:

    Io cerco di andarci sempre in Abruzzo con i mostri, mi faccio le bottiglie di pomodori da riportarmi per i lunghi inverni batavi e a Ofena le luciole ancora ci sono.

    Vogliamo andarci insieme una volta? Tanto in prte la strada del ritorno è la stessa. Posto ce n’è e sennò ci accampiamo (poi se mi vuoi dire dove andavi tu in vacanza, magari scopriamo che è vicino).

    Ciao,

    Ba

  8. Alessandra scrive:

    Fatti ieri sera, con i pomodori regalati dal contadino. Buonissimi, finiti in un lampo.
    Bellissimo post di ricordi.

    Grazie,
    Alessandra

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